Le origini
La Parrocchia di San Sebastiano in Cagliari è stata costituita canonicamente il 12 febbraio del 1973 dal Cardinale Sebastiano Baggio. Come le altre nuove parrocchie cagliaritane che nascono in questi decenni, anche la parrocchia di San Sebastiano inizia senza una sede “domestica” e la sua vita pastorale, guidata da don Giovanni Melis, nasce e si sviluppa negli androni dei condomìni e nella vicina, ma esterna ai territori parrocchiali, chiesa di Sant’Alenixedda; il tempio, pur nella sua dimensione ridotta (e nelle «condizioni pietose», come afferma don Melis), continua a essere un legame con la storia e con il territorio, pur ormai tanto diverso da come era stato per secoli. È proprio in questa chiesetta che domenica 25 febbraio 1973 viene celebrata la solenne messa di inaugurazione del ministero, presieduta dal cardinale Baggio, che durante la celebrazione dona alla comunità il prezioso dipinto seicentesco del santo patrono, che ancora oggi è conservato con devozione e cura nella chiesa parrocchiale.
Come accennato, in questi primissimi tempi le celebrazioni e i sacramenti, così come i loro relativi incontri di preparazione, avvengono nelle case, nelle sale condominiali, negli androni e nei giardini: scrive don Melis nel Liber chronicon che «ogni casa è la chiesa di San Sebastiano». Durante la prima Quaresima, il parroco conosce e visita le famiglie del quartiere, abitudine che si protrarrà come strumento essenziale per «approfondire la conoscenza reciproca, per ricevere un incoraggiamento, una parola di conforto, un augurio sincero e affettuoso», ricorderà don Melis venticinque anni dopo. Il primo battesimo viene celebrato il 4 marzo, in appartamento; il primo matrimonio il 1o aprile a Sant’Alenixedda, dove vengono anche celebrati per la prima volta il Triduo pasquale e la novena di Natale. La messa di Natale si celebra nella sala condominiale di via Bandello 12, animata da Simonetta Ledda; per tutte queste celebrazioni, fa da primo chierichetto Pietro Cocco, mentre di grande aiuto per l’accompagnamento liturgico è l’organista napoletano Antonio Giannotte.
Si procede sin da subito all’identificazione dei terreni e alla progettazione di un luogo adeguato alle esigenze della parrocchia. In questo frangente, l’ingegnere Francesco Maria Serra, responsabile dell’Ufficio tecnico comunale, identifica un’area di 12000 m2 tra via Bembo e via mons. Della Casa, già appartenuta alla famiglia Serra e prevista allo scopo dalla lottizzazione stipulata qualche anno prima; l’architetto Jolao Farci si occupa della progettazione degli edifici della chiesa e delle opere parrocchiali. Serve però una sede almeno provvisoria per supportare il ministero: il conte Ignazio Serra concede un libretto di risparmio di circa 8 milioni di lire per la costruzione nei terreni già assegnati alla parrocchia di un capannone prefabbricato di 300 m2, progettato anche questo dall’architetto Farci.
L’operosità del parroco e del cardinale Baggio, che da Roma non smette di seguire i primi passi della comunità, assieme alla benevolenza dei parrocchiani e della stessa famiglia Serra, la quale aiuta a coprire le non poche spese che man mano vengono ad aggiungersi, permettono all’Impresa Archimede Campus la veloce edificazione della chiesa provvisoria, che inizia a essere costruita nell’estate del 1974. Vengono ordinati i banchi, si recuperano sedie e armadi, si raccolgono dai cantieri le mattonelle per la pavimentazione dell’aula liturgica. Il 16 dicembre del 1974 viene inaugurata la chiesa provvisoria con la celebrazione della Novena di Natale; la celebrazione quotidiana della messa inizia il 24 dicembre, vigilia di Natale. È in questi stessi giorni che inizia la felice collaborazione con il padre Pasquale Di Girolamo (†2008), della comunità gesuita della Facoltà Teologica, che si dedicherà per quattro anni all’accompagnamento teologico e spirituale della comunità, al catechismo, alle confessioni e alle celebrazioni delle messe del sabato sera o della domenica mattina.
Finalmente il 1o febbraio 1975 il cardinale Baggio, invitato dall’arcivescovo mons. Giuseppe Bonfiglioli e da lui assistito, benedice solennemente l’altare e la chiesa provvisoria; presenti anche l’arcivescovo di Sassari mons. Paolo Carta, il sindaco di Cagliari Franco Murtas, l’illustre archeologo Giovanni Lilliu. Il presbiterio viene ornato con il quadro del santo patrono, donato due anni prima dal cardinale Baggio, e dalle due statue lignee del Sacro Cuore e della Madonna, poste ai lati.








